CAP .1 SCHEMA ORGANIZZATIVO DI PROGETTO

1.1 ITINERARIO DI PROGETTO

Nella situazione attuale, tardano a manifestarsi le condizioni di innovazione che consentono il decollo di un'operatività ampia ed efficace per riqualificare la città odierna, quella delle periferie anonime e senza luoghi.
L'attenzione prevalente dei principali attori urbani sembra indirizzarsi alle grandi operazioni destinate a produrre i nuovi luoghi di eccellenza della città post-industriale, utilizzando le opportunità di valorizzazione offerte da importanti vuoti urbani ben collocati nella città e nel mercato. In Italia dunque il terreno della riqualificazione diffusa della città e delle sue periferie appare ancora largamente indeterminata e da impostare sia nelle sue coordinate culturali che operative.
Non sono molte oggi le certezze su cui concretamente fondare un progetto per le periferie ed è molto facile descrivere delle regole, delle buone pratiche con esiti provvisori e generalizzabili che riconducono ancora al punto di partenza. Nelle condizioni attuali di indeterminatezza, che rispecchia disorientamento con cui è necessario convivere, è parso utile invece lavorare ad uno strumento di orientamento utilizzando un modello di sperimentazione che ci permetta di controllare operativamente il mondo che cambia ed i fenomeni che evolvono continuamente. Il mio obiettivo non sarà quello di creare un individuo che si evolve, ma piuttosto di garantire un livello appetibile di qualità nei momenti intermedi tra un’evoluzione ed un’altra. Lo scopo di questa sperimentazione sarà quello di produrre una morfologia di intervento agendo sulle procedure di trasformazione della qualità.
Il risultato dell’analisi sarà quindi un metodo di controllo della qualità nel momento di passaggio da un paradigma ad un altro, cioè nel momento in cui l’individuo periferia passa da una forma ad un’altra; tale metodo potrà quindi essere applicato ad un qualsiasi individuo, con una forma iniziale diversa, ma con un modo di evolversi identico. Il risultato sarà comunque un individuo della specie.
Per operare devo definire alcuni elementi individui unici, focalizzare il genius loci di particolari luoghi ricorrenti, definire i caratteri di formalizzazione e produrre un codice morfogenetico attendibile, la cui utilizzazione riproduca, operando sulla qualità, una possibile immagine evolutiva.

1.2 CASO DI STUDIO, INDIVIDUAZIONE DEGLI STRUMENTI OPERATIVI

Il primo passo sarà quello di parlare di dimensione del luogo periferia e di come determinarla: si tratterà di ridiscutere i criteri normalmente adottati per delimitare i confini fisici del campo di intervento e di riprendere le misure degli spazi già insediati per determinare la dimensione necessaria a comporre luoghi possibili dotati di senso. Bisognerà riprendere in considerazione l'impianto spaziale dell'insediamento e le forme e le geometrie fondamentali del luogo.
Ma cos'è la periferia? dove inizia e dove finisce?. E' praticamente impossibile rispondere a queste domande, possiamo solo definire la periferia come il limite, spiaggia piena di detriti e di rifiuti, ma anche di segni e di caratteri che paiono naufragare o girare attorno come in un vortice. Ed in questa immagine l'idea stessa di polarità centro-periferia sembra dissolversi. Sia la perdita di centralità che aveva caratterizzato il pensiero della modernità e cioè il venire meno di un ordine, sia l'abbattimento del confine al di là del quale c'era il nemico, sono eventi che sembrano quasi sfociare in un indebolimento dell'idea stessa di limite. E' cioè quasi impossibile assumere il bordo, il diverso come luogo dal quale procedere per le difficoltà stesse di descriverlo, di pensarlo e definirlo. In questi luoghi sembra che non ci sia centro da calamitare, non esistono trame certe sulle quali trovare un ordinamento, non appare evidente una misura, un orizzonte certo e finito.
Essendo questo luogo così indefinito, per la realizzazione del modello, sarà necessario analizzare un luogo reale e concreto almeno geograficamente.
Vedano Al Lambro è un paese in provincia di Milano situato alla periferia Nord di Monza. Vorrei utilizzare questo paese come caso di studio del mio progetto in quanto in questo luogo convivono tutte le caratteristiche riscontrabili generalmente in periferia; caratteristiche che in seguito verranno elencate ed analizzate.
Il passo successivo a quello della definizione dello spazio del progetto, sarà quello di procedere ad una lettura soggettiva cercando di individuare la cultura e i caratteri del luogo in modo da poterli trasformare in elementi riconoscibili, identificabili sempre in ogni punto ed in ogni tempo del progetto. Sarà possibile ora creare una matrice formale dettata dal carattere del luogo, dalla quale far scaturire la logica di progettazione.

1.3 OBIETTIVO DELLA SPERIMENTAZIONE

A) Gestire la qualità del passaggio utilizzando un evento con valore temporaneo che ha una propria valenza come qualità dell’ambiente in transizione.
B) Progettare il passaggio, la sequenza, l’interfaccia.
C) Controllare l’evoluzione in atto e futura

Con il colore rosso ho rilevato il cambiamento, mentre con il blu le linee della trasformazione e gli elementi eccezionali. Si notino i passaggi istantanei o progressivi da una situazione bidimensionale ad una tridimensionale grazie appunto all’intervento di un elemento eccezionale o di un elemento che via via si trasforma da quadrato a triangolo a semicerchio.