In base alle considerazioni fatte al cap.4, posso ora paragonare il sistema del moto ondulatorio con il sistema periferia, studiando le proprietà dell’uno e l’eventuale applicazione all’altro.
5.1 CARATTERE DEGLI ELEMENTI CHE COMPONGONO L’INDIVIDUO
DIREZIONE DI PROPAGAZIONE
Se la sorgente del moto ondulatorio è un punto particolare inizialmente eccitato, si verranno a creare sulla superficie del mezzo esaminato, delle onde circolari concentriche con origine nel punto in cui ha avuto inizio la perturbazione.
Se le sorgenti del moto, sono infinite onde elementari generate da un insieme di punti egualmente eccitati, secondo il principio di Huyghens, si verificherà invece un andamento piano delle onde.
LETTURA SOGGETTIVA
Il centro storico di Vedano al Lambro, ha un andamento radiale che si sviluppa in tutte le direzioni accessibili; il fulcro di questo sviluppo è rappresentato dagli elementi che caratterizzano questo luogo, sono elementi con un forte carattere simbolico: chiesa, municipio, ufficio postale, ufficio d’igiene, biblioteca, piazze principali, negozi e servizi di prima necessità, edifici storici o di particolare significato culturale ormai parte integrante della storia del paese.
In contrapposizione al centro storico, questo luogo si trova a convivere con un’altra realtà altrettanto ricca di storia e di cultura, la zona rurale, con un suo ruolo ed un suo carattere definito.
Se consideriamo questi due sistemi come isolati, l’equilibrio dell’insieme è globalmente stabile. Poiché i due sistemi non sono isolati ma coesistono, nel punto di contatto tra i due si verificherà una discontinuità nell’aspetto del sistema.
Si creeranno così una serie di risonanze che andranno ad incrementare il disordine del sistema, il quale non si potrà più considerare globalmente stabile.
Come raggiungere la qualità in un sistema instabile e disordinato?. Possiamo ora interrogare la possibilità di una genesi nel e tramite il disordine ritornando all’origine da cui è sorto il disordine organizzatore, e da cui sorge l’idea di disordine organizzatore.
Il nuovo sviluppo della termodinamica, di cui I. Prigogine è l’iniziatore, ci mostra che non vi è necessariamente esclusione, e che è possibile che vi sia complementarietà, fra fenomeni disordinati e fenomeni organizzatori. L’esempio dei vortici di Bénard ha dimostrato sperimentalmente che certi flussi termici, in condizioni di fluttuazione e instabilità, cioè di disordine, possono trasformarsi spontaneamente in "struttura" o forma organizzata.
Tale esperimento mostra che è possibile esplorare l’idea di un universo che costituisce il suo ordine e la sua organizzazione nella turbolenza e nell’instabilità.
Il sistema periferia non si trova in una situazione di autorganizzazione, potremmo però aiutare il sistema ad autorganizzarsi agendo all’origine dell’evoluzione.
Per individuare il punto in cui agire, sarà necessario risalire alle forme originarie del sistema, paragonarle al nostro immaginario di riferimento soggettivo ed in seguito alla sua richiesta specifica, risponderemo attraverso il paradigma indiziario con una risposta formalizzata; tale risposta sarà poi considerata come strumento da poter utilizzare in situazioni analoghe di individui diversi appartenenti alla stessa specie.
5.2 PARADIGMA DI LETTURA SOGGETTIVA DEL CASO DI STUDIO
Il paradigma di utilizzato per la lettura del contesto è soggettivo e crea la premesse per un incremento di complessità dell’ambiente e per un innalzamento della sua qualità totale.
Lo spazio di incontro tra le due propagazioni non è identificabile con nessuna delle due (interferenza y-y1=0)
- carattere nullo
- assenza di riconoscibilità
L’interferenza consiste nella composizione di due moti armonici semplici con lo stesso periodo. Se le oscillazioni componenti sono in concordanza di fase, le loro ampiezze si sommano; se invece sono di fase contraria, si sottraggono e nel caso in cui inizialmente avevano anche la stessa ampiezza si elidono.
5.3 LETTURA SOGGETTIVA ALLE DIVERSE SCALE, VERIFICA DELL’ADATTIVITA’ DEL PARADIGMA ALLE SINGOLE SITUAZIONI
Per poter meglio analizzare il sistema periferia da me preso in esame, lo suddividerò in parti diverse, successive in ordine di tempo, ognuna delle quali con specifiche caratteristiche fisiche e di sviluppo:
1. - centro storico - con un carattere definito, imposto dalla storia e dalla sovrapposizione della patina del tempo. Tale elemento è delimitato fisicamente dal muro di cinta del Parco Reale di Monza e dalla strada principale che collega Monza alla Brianza. Ha avuto uno sviluppo radiale attorno alla porta d’ingresso al parco ed ai pochi e unici servizi di prima necessità (diffrazione);
2. - prima evoluzione - delimitata dalla strada principale del paese e dalla strada successivamente costruita che ne ha assorbito tutti i ruoli. Anche questa zona ha un andamento radiale che riprende solo in parte l’andamento del centro storico, sembra quasi che il centro si sia spostato progressivamente verso l’esterno. Il paesaggio si articola in quartieri residenziali costituiti da piccole palazzine e zone di verde privato (rifrazione);
3. - spazio di passaggio tra città e campagna - ancora una volta delimitato da due grandi vie di traffico che come la città crescono di misura e importanza, la strada di nuova costruzione sembra però, a differenza delle precedenti situazioni, costituire una barriera piuttosto che un tramite tra le diverse evoluzioni della città. L’andamento degli elementi artificiali che hanno preso il posto della campagna, anno ormai assunto una forma regolare a scacchiera, tipica delle zone periferiche dove gli edifici e le strade sono dei sistemi regolari e ripetuti che conferiscono al luogo quell’aspetto caotico e privo di riconoscibilità ( onde stazionarie);
4. - lo spazio immediatamente successivo - contribuisce a dare all’insieme un carattere di precarietà e di instabilità. In questo spazio coesistono elementi che non appartengono né alla città né alla campagna; sono luoghi abbandonati in attesa di una destinazione, hanno perso quella che una volta era la loro funzione (campi, orti, frutteti, vivai) per assumere quella di luoghi "non luoghi"
5. - la campagna aperta - in cui si alternano campi coltivati di granturco e prati o campi arati. In questo spazio è evidente il carattere agricolo della zona. L’andamento dei percorsi che si insinuano nei campi è a trama regolare e la presenza dell’artificiale è visibile solo come sfondo e cornice dell’insieme; osservare la città dalla campagna è come vedere una barriera uniforme di un qualcosa lontano del quale non si percepiscono esattamente le forme dei singoli elementi ma un insieme frastagliato e irregolare.
Sarà ora possibile descrivere queste singole situazioni precedentemente analizzare attraverso l’uso del paradigma indiziario.
1. DIFFRAZIONE Si ha un ostacolo con un piccolo foro, oltre l’ostacolo l’onda si diffrange come se il piccolo foro funzionasse da sorgente per la seconda regione. Il fronte d’onda da piano diventa circolare, c’è un cambiamento nel tipo di propagazione, nasce una situazione diversa da quella di partenza.
2. RIFRAZIONE Quando un’onda propagandosi passa da un mezzo ad un altro di natura diversa, cambia di velocità ed i raggi di propagazione mutano direzione.
3. ONDE STAZIONARIE Nel caso in cui due sorgenti sono identiche, in ogni punto circostante dello spazio si sovrappongono oscillazioni di carattere uguale in concordanza di fase che interferiscono e imprimono al punto materiale delle oscillazioni di doppia ampiezza ventri, o in opposizione di fase si elidono e formano dei nodi. Siccome i ventri e i nodi occupano sempre posizioni fisse si suol dire che costituiscono un sistema di onde stazionarie.
4. INTERFERENZA L’oscillazione composta di due oscillazioni di egual direzione e dello stesso periodo, ma in opposizione di fase, ha per ampiezza la differenza delle singole ampiezze.
5. PRINCIPIO DI HUYGHENS Il moto ondulatorio destato dalla sorgente in un punto dello spazio si può pensare ad ogni istante, come il moto risultante da tutti i moti ondulatori che giungono a quel punto dai diversi elementi di una qualsiasi superficie d’onda antecedente, considerando ciascuno di questi elementi come sorgente particolare di moto ondulatorio.