In base alle considerazioni fatte nel capitolo precedente, è ora possibile costruire il modello soggettivo di lettura della realtà. Tale modello/sistema dovrà rispettare la complessità e controllare l’evoluzione in atto e ipotizzabile. Nel modello/sistema, tutti gli elementi sono rappresentati dinamicamente attraverso sub-modelli evolutivi. In altre parole tutte le entità formali presenti nel territorio, sono identificate nella loro struttura evolutiva, nel loro grado e carattere di trasformabilità, letta alla luce delle evoluzioni avvenute e in atto.
6.1 INDIVIDUAZIONE DELLA SOGLIA DI ECCEZIONALITA’
Quando accade nell’evoluzione del tempo reale urbano, che un evento architettonico diviene per cause imprevedibili o programmate, un eccezione nel contesto, la struttura evolutiva dell’ambiente si modifica, ed accettando l’eccezione ne ristruttura l’inserimento.
Considero quindi l’arco d’ingresso al parco di Vedano al Lambro come elemento eccezionale capace di modificare e strutturare la forma della città.
RUOLO DELL’ECCEZIONE:
1) Definire procedure di controllo dell’evoluzione
2) Attivare modalità di crescita
3) Scandire il tempo del progetto
4) Segnare il passaggio incrementando la complessità
6.2 LOGICA EVOLUTIVA
La linea operativa scelta è stata quella di inserire nel contesto delle eccezioni e di gestirle come innesco di possibili ribaltamenti. La forma eccezionale invece di porre delle richieste sue specifiche all’interno del paradigma, le pone come trasformazione del paradigma stesso.
fig. 12 modello soggettivo del percorso di espansione logica di controllo