INTRODUZIONE
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Claude Monet: "Saint-Germain l'Auxerrois (1866)
Una vera e propria definizione di spazio della
parola non esiste, e allora, in cosa consisterà questo spazio?
Ho scelto questo termine per definire uno spazio architettonico nel quale
le persone dialogano tra di loro. E' una definizione che può dire
tutto e niente, quindi ha bisogno di precisazioni in merito.
L'idea è nata leggendo un serie di volumi che narravano la storia
d'Italia, in modo particolare quando veniva descritta la vita a Roma durante
il periodo in cui il Senato era ancora un autoritario centro decisionale,
prima dell'avvento degli imperatori.
Si descriveva come il potere di Roma era nelle mani dei senatori, che riuscivano
a gestire le situazioni più disparate attraverso la loro capacità
di dialogo, la loro dialettica, il loro mediare tra posizioni ferme ed
opposte.
Capacità provenienti da un forte ed alto senso civico che allora,
e forse non più da allora, era diffuso, specchio di un popolo che
aveva lottato e lavorato umilmente per arrivare ad ottenere ciò
che tutti noi conosciamo.
Quindi prima il dialogo, il trattare, il dibattere, poi eventualmente si
passava ai fatti.
Il dialogo che ho inteso nella mia ricerca è quel modo di parlare
tra persone del più e del meno, di argomenti seri e non, di qualsiasi
cosa, ma soprattutto in maniera spontanea e naturale, e senza pregiudizi.
L'instaurarsi di un certo tipo di dialogo, può dipendere dal
fatto che le persone che vi partecipano siano amici, che le persone in
causa abbiano un argomento comune di cui parlare, che si incontrano per
la strada o nello stesso luogo quasi tutti i giorni, (luoghi di lavoro
o di ritrovo) e da altri innumerevoli fattori; ma soprattutto questo dialogo
può nascere in qualsiasi spazio, probabilmente perché le
motivazioni che attivano questo fenomeno umano dipendono per lo più
da fattori psico-sociali intrinseci della persona.