IL PROGETTO DI MORFOGENESI
Consiste nel mettere in relazione la specie di
appartenenza di un evento, con la logica evolutiva che sottende
il suo processo di sviluppo.
Quindi correlare alcuni caratteri di qualità che noi riconosciamo
nell'evento, con la dinamica e le procedure che lo hanno generato.
Individuate le correlazioni potremo definire un progetto come appartenente
da una specifica logica operativa; quindi ad una specie artificiale definita
dalla procedura che genera i differenti eventi, un codice genetico dell'artificiale
che gestisce la componente casuale/contingente della loro evoluzione, intesa
come slittamento verso la complessità.
L'obbiettivo di questa sperimentazione è la scoperta delle modalità
morfogenetiche del divenire dell'artificiale, ottenendo degli eventi, sviluppati
parallelamente, che solo nella loro diversità, possono mettere in
luce la qualità del processo che li ha sottesi.
Il progetto di morfogenesi non definisce il singolo individuo, ma
la stessa specie; è il progetto dei codici genetici dell'artificiale
che permette la produzione di individui sempre diversi tra loro, ma accomunati
dalla stessa matrice progettuale.
Il progetto di morfogenesi, quindi, viene realizzato con lo stesso
modus operandi del progetto di un singolo evento. Cambia l'obbiettivo:
invece di progettare l'individuo si progetta la specie.
Solo che nella progettazione usuale si simula l'evento nella sua unicità;
nel progetto di morfogenesi si simula la specie nella sua multilateralità
di possibili individui, e si verifica, con la simulazione di storie parallele,
la probabilità che ogni possibile individuo, nella sua diversità,
nasca con le qualità volute per la specie.
Questa logica progettuale operando sulle richieste poste inizialmente,
deve soddisfarle, procedendo verso una capacità di risposta plurima,
complessa ed intersoggettiva del suo prodotto.
Ma il dispositivo generato per rispondere alle richieste, e le stesse,
sono in continua trasformazione: la logica progettuale accumula esperienza
e si adegua, e le richieste crescono su se stesse e slittano progressivamente
verso campi più complessi e sofisticati.
Il sistema si autoalimenta, e non tende ad estinguere il disequilibrio,
lavorando per una qualità che consiste in una riduzione del differenziale
realtà/immaginario, che sarà anch'esso in continua evoluzione.
Questa accelerazione corrisponde alla sostanza stessa del progettare, nel
quale ogni atto opera sulle richieste in entrata soddisfacendole anche
totalmente, ma la stessa forma utilizzata nella formalizzazione dei bisogni
supera comunque il campo di pertinenza degli stessi, producendo contemporaneamente
ulteriori richieste.
Nel progetto di morfogenesi questo ciclo richiesta - risposta formalizzata
- trasformazione della forma in ulteriori richieste viene simulato,
e questa simulazione può essere ripetuta un numero illimitato di
volte.