Figura 33 - Metropolitan Sports Centre - Tokyo
"Le idee sono concetti che progettano il mondo, hanno valore euristico per il progresso conoscitivo"
"L'obiettivo da raggiungere è quello di mantenere il motore progettuale acceso e funzionante. L'ordine non deve essere, cioè il consolidamento di un equilibrio, di una organizzazione statica ma al contrario l'adeguamento ed evoluzione continua delle capacità del modello adottato."
Il fine essenziale del mio iter progettuale è quello di ottenere un sistema aperto capace di essere concretamente disponibile a richieste e di dare svariate risposte inerenti il campo delle intersoggettività.
Quindi mi sono riproposto di giungere alla determinazione di obiettivi riferibili alla mia riconoscibilità soggettiva di progettista e di effettuare una scelta che potesse essere da supporto al raggiungimento di una qualità architettonica, fortemente influenzata dalla mia sfera soggettiva ed onirica.
Importante è infatti evidenziare che vi siano delle procedure scaturite da un approccio soggettivo, ma non categorico, e che questo sia controllato ed abbia come scopo l'assolvere a delle esigenze intersoggettive e dinamiche.
Pertanto gli obiettivi soggettivi, in seguito riportati, ( polifunzionalità, rapporto aperto/chiuso, rapporto naturale/artificiale, mobilità, tecnologia) sono una scelta strettamente personale e possono essere rapportati sia alla realtà che all'universo di adduzione; inoltre non sono incondizionati e perentori, poichè vengono inseriti in una procedura logica progettuale capace di adattività ed indirizzata verso la ricerca di un codice genetico, che, però, mantenga la riconoscibilità del mio modus operandi.
Un primo obiettivo soggettivo del progetto è il creare uno stadio polifunzionale.
Ovviamente tale polifunzionalità deve partire da prima da una semplice funzionalità cioè dalla possibilità di poter praticare una sola attività sportiva per arrivare alla capacità della struttura di poter accogliere più attività sportive separatamente o anche simultaneamente.
Secondo obiettivo del progetto è la realizzazione di una struttura che possa ospitare attività sia all'aperto che al coperto. Per ottenere tale risultato occorre creare una copertura mobile dello stadio, che possa facilmente essere modificata passando così da copertura parziale a copertura totale (rapporto Aperto/Chiuso ). Terzo obiettivo è la realizzazione di una struttura-stadio ben inserita nel contesto ambientale-naturale circostante dove le parti strutturali si accordino con il paesaggio delle Prealpi varesine riducendo al massimo l' impatto ambientale
( rapporto Naturale/Artificiale ).
Inoltre la struttura deve possedere una certa mobilità degli spazi interni. La polifunzionalità si può ottenere anche creando più "contenitori" all'interno di un'unica struttura che è però statica. La mobilità è quell'obbiettivo che rende la struttura stessa un grosso "contenitore" all'interno del quale è possibile la mobilità delle varie strutture.
Per ottenere le prestazioni fino a questo punto analizzate, occorre inoltre che il progetto-stadio sia concepito con un grado tecnologico ( tecnologia ) abbastanza elevato e comunque compreso nel campo delle possibilità tecnologiche attuali.
"Ciò che già conosciamo, e che possiamo individuare con le richieste di base del progetto (quelle, per intenderci che potrebbero venirci dal committente) non è infatti che una minima parte di quello che effettivamente dovremo prendere in considerazione, e che nascerà dall'evoluzione dello stesso progetto.
Questo ambito è stato da me visto come una risposta alle pertinenze non trascurabili e alle peculiarità insite e necessarie al fine di pervenire ad una coerenza del progetto di specie e pertinenti direttamente con i bisogni oggettivi dello stesso.
Dunque ho inteso ciò come una non frantumazione della specie ed allo stesso tempo un supporto per le potenzialità ed il mantenimento di determinazione dell'evento.
Mi sono servito anche di una sorta di supporto di plausibilità tecnologica, secondo me essenziale per adottare una struttura qualitativamente alta in base al tipo di tecnologia adottata.
Accanto dunque agli obiettivi soggettivi trovano posto le plausibilità funzionali, fondamentali per definire il progetto dello stadio : la fattibilità o la realizzabilità concreta dello stadio, i vincoli e le norme di sicurezza che regolamentano il flusso degli spettatori ; la capienza delle tribune, proporzionata alle varie esigenze ; la visibilità dello spettatore che da qualsiasi punto delle tribune deve avere la possibilità di poter assistere all'intero, e non solo parziale, svolgersi delle manifestazioni sportive.
Le recenti norme stabiliscono inoltre che i posti a sedere devono essere tutti al coperto ; per questo motivo un altro obiettivo è la necessità di avere tale semicopertura.
Gli ultimi obiettivi molto importanti, che completano il progetto dello stadio, sono la funzionalità, ovvero l'efficienza dell'intero sistema stadio, ed i servizi di base, spazi necessari per la gestione dello stadio stesso.
Un ruolo molto importante è costituito dai vincoli progettuali. Ai fini della fattibilità e realizzabilità del progetto ho dovuto sempre tenere presenti le varie normative per la realizzazione degli impianti sportivi, sia per attività indoor che outdoor. Tali vincoli sono stati determinanti nelle mie scelte progettuali. Un primo esempio di vincoli legato alle soluzioni per la copertura dello stadio, è dato dallo stadio coperto di Dallas ; questa struttura si inserisce nella moderna tradizione dei grandi impianti sportivi statunitensi capaci di ospitare dai 70.000 ai 100.000 spettatori e caratterizzati da ardite soluzioni per ampie coperture integrali, possibili perché la normativa U.S.A. accetta il campo da gioco in erba sintetica, soluzione ovviamente non possibile per le nostre attuali normative .
.
Figura 34 - Palazzo dello Sport Sant Jordi - Barcellona
2.3 - Chiarificazione del Processo Evolutivo.
"Il processo di progettazione, benchè imprevedibile, si svolge secondo una propria specifica logica di sviluppo, una logica compositiva che garantisce il carattere e il risultato finale, benchè quest'ultimo abbia ampi margini di aleatorietà e caratterizzazione propria.La logica compositiva, così come l'impianto genetico degli individui naturali, garantisce una qualità e riconoscibilità che sta a monte di ogni singolo risultato, operando tutta una sequenza di controlli sulla utilizzazione delle occasioni generate dal caso."
L'iter progettuale è scandito da momenti di percorso differenti, tutti in sinergia, i quali fanno parte di un unico sistema, all'interno della stessa sperimentazione, e che scandiscono il tempo ciclico del progetto medesimo.
Il disequilibrio ha avuto origine da una coesistenza di differenti ambiti, l'ambito degli obiettivi, soggettivi e base, la sfera inerente l'adduzione ed il rispetto del genius loci, quindi una sorta di collaborazione tra elementi catalizzatori ed elementi reagenti. Ma questa fase non è ancora quella prettamente progettuale, ne è però il suo innesco, per progettare occorre, usando una definizione proposta dal prof.Soddu e dalla prof.ssa Colabella, nel libro Il progetto ambientale di morfogenesi, l' "Evoluzione dell'Idea Soggettiva verso la capacità di risposta Intersoggettiva" e l' "Evoluzione parallela dell'immaginario soggettivo del progettista".
Il percorso sperimentale va avanti mediante la costruzione di matrici di sviluppo, che saranno esplicate nel capitolo successivo, all'interno delle quali possono inserirsi nuove contingenze o eccezioni.
Scaturiscono così eventi architettonici appartenenti alla stessa specie ed aventi quindi un unico DNA, ma tutti diversi tra loro. Questi non sono il punto di arrivo della mia sperimentazione, ma una delle fasi, che prevede poi una verifica al fine di valutare il mantenimento o no di una plausibile identità e riconoscibilità.
Il sistema perciò è in continuo incremento e non è un percorso unilaterale, bensì un cammino aperto ed in trasformazione, garantito da un paradigma che mantenga un controllo nella stratificazione degli eventi e dell'incremento di complessità, al fine di una corretta gestione dell'imprevedibile e di una valutazione della qualità.