EVOLUZIONE NELLE TRE DIMENSIONI
Successivamente alla definizione di una nuova impronta
ho proceduto alla sostituzione degli spazi tridimensionali al posto dei
quadrati bidimensionali.
Per lo spazio interno e quello
esterno, ci sarà solo una possibilità
di inserimento tridimensionalmente nella nuova impronta, indipendentemente
dalle relazioni orizzontali ad essi connesse, mentre per lo spazio intermedio
esisteranno quattro possibilità, date dal tipo di relazioni orizzontali
da cui sarà circondato, e che qui sotto ho illustrato.
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Fatta la sostituzione sono arrivato a definire lo scheletro di un nuovo spazio della parola, fatto da soggetti spaziali differenti legati tra loro da diverse relazioni.
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Una volta strutturata tridimensionalmente l' impronta
di base, posso proseguire l'evoluzione dello spazio della parola,
anche nei livelli successivi a quello di terra.
Da ogni spazio intermedio della nuova impronta,
posso decidere se dovrà esistere, al di sopra di esso, un altro
spazio.
Se esisterà, lo spazio a cui sarà collegato verticalmente,
e la relazione con cui sarà legato, dovranno appartenere al campo
di definizione delle matrici verticali, nell'intervallo desiderato.
Se ad esempio, sono nella fase di passaggio dal piano terra al primo, dovrò
analizzare il campo di definizione relativo a quell'intervallo, e lo stesso
dal primo al secondo.
Se i collegamenti verticali saranno più di uno, è possibile
che nel livello superiore si vengano a stabilire le condizioni per la creazione
di matrici con collegamento orizzontale, cioè cinque spazi disposti
a croce.
A questo punto, prima devo verificare che gli spazi del livello superiore
siano in una combinazione appartenente al campo di
definizione delle matrici oltre il piano terra, e successivamente,
dallo stesso, trarrò le relazioni orizzontali che li legheranno
nel piano.
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